Le evidenze archeologiche

LA MENSA PONDERARIA

Cripta della cattedrale settecentesca
dove probabilmente sorgeva la mensa ponderaria.

Intorno al foro, oltre al Tempio di Venere, vi erano anche le altre strutture amministrative: una di queste era la mensa ponderaria (una sorta di Ufficio Metrico Decimale), probabilmente collocata in quella che attualmente è la cripta della cattedrale, che si trova ad una quota che corrisponde, infatti, al livello del foro. Nella cripta è presente un blocco di calcare utilizzato come materiale di reimpiego in una delle tante ricostruzioni della cattedrale, in seguito ai diversi eventi sismici che nel corso degli anni hanno più volte distrutto Conza.

Questo blocco reca un’iscrizione in cui viene nominato un edile, Caio Umbrio Eudrasto Fortunato, che prese l’iniziativa di ripristinare a sue spese i pesi e le misure secondo le leggi della sua città. Probabilmente a Compsa, come nel territorio, non vi era correttezza nella pratica del commercio; peraltro, di zona in zona, le misure e i pesi variavano in base ai diversi organi competenti in quel settore. Questa accortezza alla vita commerciale del municipium, che ha permesso addirittura ad un personaggio quale Caio Eudrasto di fare un’epigrafe “propagandistica” in merito, testimonia un commercio piuttosto prospero. Ciò non risulta strano, in quanto passava per Conza una “bretella” della Via Appia, la regina viarum. Questa bretella serviva a mettere in contatto le zone interne (Valle dell’Ufita, Valle dell’Ofanto e Sella di Conza) con l’area tirrenica.

Epigrafe reimpiegata nel muro della
cripta, che ricorda il quattuorvir
Caio Umbrio Eudrasto Fortunato.

Quindi la presenza di questa epigrafe fa pensare che in questo luogo, l’attuale cripta, ci fosse la mensa ponderaria. L’iscrizione è la seguente (C.I.L. IX, 980)

C(aius) Umbrius Eudrastus
Fortunatus (quattuor)vir
mensuras lege civitatis
proprio sumptu
Caio Umbrio Eudrasto Fortunato quadrumviro (edile) (rispristinò) le misure secondo le leggi della città a sue spese

L’epigrafe è interessante anche perché dà indicazioni sulle cariche presenti in un municipium quale era Compsa. In una posizione di grande prestigio e potere erano i quattuorviri, che erano nominati nel caso in cui il municipium fosse stato abbastanza esteso. Dei quattuorviri due avevano il potere supremo, ed erano chiamati duoviri iure dicundo, in quanto esercitavano il potere giudiziario; gli altri due erano detti duoviri aedilicia podestate e curavano l’ordine pubblico, gli spettacoli, le questioni urbanistiche. Caio Eudrasto è uno dei pochi nomi di edili che è giunto a noi.