Le evidenze archeologiche

IL FORO PIÙ ANTICO

Pianta del foro

Il centro urbano di Compsa era costituito dal tempio del culto ufficiale, dalle terme e dal foro; quest’ultimo era, generalmente, il centro della vita pubblica cittadina, e occupava anche una posizione centrale nella pianta urbana. Tuttavia, nel caso di Compsa il foro non assume una posizione centrale, poiché l’assetto urbano della città era articolato in tre zone o “terrazze”: quella più alta era destinata all’anfiteatro, mentre quella più bassa al foro, così da garantire una buona visibilità panoramica. Inoltre si tratta di un foro di piccole dimensioni.

Le sezioni meglio conservate della piazza forense sono il lastricato e i basamenti di tre edifici pubblici, tra cui probabilmente due templi, anche se di fasi diverse. Inoltre, restano soltanto poche testimonianze dell’antica pavimentazione in opus spicatum.

Il tempio principale era il Capitolium (A nel disegno della pianta) a struttura tetrastila (con quattro colonne, cioè, sul lato frontale). Di questo edificio sono pervenuti solo il pronao (zona antistante la cella) e una piccola parte della cella, costruiti con blocchi in pietra calcarea. Nel pronao è presente una pavimentazione con grosse pietre, mentre la cella era formata da un pavimento in opus tesselatum bianco. Il pronao era chiuso ai lati e da questo si accedeva al tempio attraverso una scala. In questa fase la piazza era formata da un portico di cui si possono ammirare le colonne in laterizio (materiale ceramico a pasta porosa).

Lastra campana

Un interessante ritrovamento archeologico nel parco di Compsa è quello delle “lastre Campana”, che probabilmente appartenevano alla decorazione del tetto di un edificio, forse il portico. Si tratta di lastre databili alla fine del I sec. a. C. per il tipo di lavorazione: raffigurano, circondate da infulae (bende sacre, segno della consacrazione agli dei), due coppie di teste che simboleggiano una divinità fluviale con corte corna e capigliatura a blocchi. Le lastre sono ornate alla base con una fascia decorativa floreale. L’ingresso al foro avveniva sia dall’angolo nord ovest, dove c’era l’ingresso principale (porta urbica?), sia dalla parte più meridionale del foro.

Pianta del tempio di prima fase

Alla prima fase progettuale del foro appartiene una struttura sul lato est della piazza, di cui ci sono giunti solamente dei resti (C nel disegno della pianta). Grazie a questi ultimi, abbiamo potuto capire che si trattava di un’aula dalla pianta quadrangolare e che si collegava al foro attraverso 3 gradini in calcare bianco, essendo posto ad una quota più alta rispetto ad esso. Dal punto di vista architettonico, era provvisto di due basi decorative, di cui una conservata all’interno dell’edificio, mentre l’altra è danneggiata; si pensa che la struttura fosse scoperta e che quindi non presentasse né un colonnato esterno né un tetto. Non siamo in grado di definire con certezza la funzione del monumento: dalle ipotesi si può dedurre che originariamente si trattava di una struttura destinata ad un culto cittadino, e, successivamente, connesso al culto imperiale.